Cosa dice Michela

Ho iniziato il percorso dello Yoga in Fiore non per diventare insegnate di yoga bambini, bensì con l’intento di fare qualcosa per me. Come Matilde mi aveva detto all’inizio, questa è innanzitutto un’esperienza di vita, un percorso volto a insegnare qualcosa prima a noi partecipanti e poi ai bambini.
Ero un po’ titubante lo ammetto, soprattutto perché sapevo che la maggior parte delle mie colleghe sarebbero state tutte insegnati di scuola, mentre io, venendo da tutt’altro mondo, mi sentivo non dico un pesce fuor d’acqua, ma quasi. Fino alla prima lezione...

Non conoscevo il mondo dello yoga, e non lo conosco tutt’ora. Eppure mi ci sto avvicinando, passo dopo passo, gradino dopo gradino. Sto imparando a a fermarmi un attimo ad ascoltarmi: cosa sto facendo? Sono veramente dove vorrei essere? Ogni weekend di lezione entro in contatto con aspetti del mio io che prima non immaginavo nemmeno di possedere; mi sto emozionando, sto piangendo lacrime che non erano mai uscite e sto ridendo con la pancia come non facevo da quando ero bambina. E per questo devo ringraziare lo yoga, la nostra maestra Matilde, e le mie magnifiche compagne di viaggio. Sono soprattutto loro a darmi fiducia: osservo il loro impegno e la loro curiosità, la loro voglia e il loro entusiasmo nel voler apprendere più nozioni possibili riguardo a questa immensa pratica per poterla portare, finalmente, nelle loro classi tra i loro bambini. É un enorme sollievo saper di poter contare su insegnanti così per il futuro dei nostri figli.

Cos’è per me lo yoga bambini?
È un mondo magico che sto scoprendo pian piano. Un mondo fatto di colori meravigliosi, musiche lontane e luoghi incantati. Un luogo dove poter essere ciò che sono, dove poter tornare bambina. Quella bambina (eterna Peter Pan) che cerco di essere sempre, almeno un pochino, ma che però, a volte, deve fare la grande, anche se non vorrebbe. Siamo sempre di fretta, sempre tediati da mille pensieri, costantemente in contrasto con qualcosa o qualcuno. Ecco, la magia dello Yoga in Fiore sta proprio nel fatto che tutto ciò resta fuori, fuori dalla nostra piccola tribù. Perché i bambini non devono avere preoccupazioni, il loro unico pensiero dovrebbe essere il gioco.
Eppure, volta per volta, mi sto rendendo conto di come io e lo yoga bimbi non siamo poi così distanti. Forse perché al centro di queste lezioni ci sono le storie, quelle che ci fanno viaggiare in posti lontani e ci fanno sognare, quelle storie che sono da sempre parte del mio mondo, un mondo fatto di pagine e pagine macchiate per sempre con l’inchiostro delle parole. Ecco, con lo yoga in fiore sto imparando ancor di più l’importanza dell’uso delle PAROLE; mi sto
rendendo conto di quanto sia fondamentale trovare il giusto modo di relazionarsi con l’altro, soprattutto quando questo altro è un bambino.

I bambini sono ciò che di più puro e innocente ci sia al mondo; loro ascoltano, sempre, anche quando sembra non stiano prestando attenzione. Loro parlano, anche senza l’uso della voce. Lo fanno con gli occhi, con il gioco, con le lacrime, con il sorriso. Noi grandi invece preferiamo a volte
tacere, nascondendoci dietro maschere che noi stessi facciamo fatica a riconoscere. Abbiamo molto da imparare dai piccoli uomini, così come dagli animali...

Se in un adulto lo yoga può muovere tutte queste emozioni, cosa può creare nei bambini?
Può insegnargli ad apprezzare la realtà, a relazionarsi con gli altri, a capire l’importanza delle piccole cose. Ad apprezzare, in un mondo così veloce, il piacere della lentezza, quando essere veloci, in realtà non serve affatto. Ma soprattutto, può permettere loro di entrare in relazione con sé stessi, a dare ascolto alle loro emozioni, al loro cuoricino, che spesso e volentieri viene un po’ trascurato.

Questa è la magia dello yoga in fiore. Una magia forse difficile da comprendere a parole se non la si guarda con gli occhi di un bambino. Io lo sto facendo e mi sta piacendo un sacco...

Michela Scartozzi

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